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Ecco Luiza, mela top che sostituirà Gala

“E’ la mela del futuro, l’alternativa alla Gala che ormai è coltivata ovunque e prende pochi centesimi: una varietà dalle eccellenti caratteristiche, incredibilmente interessante”. Marco Rivoira “etichetta” così Luiza, nuova cultivar di origine brasiliana protagonista ieri di un open day a Verzuolo (Cuneo), alla presenza di circa 200 produttori locali.

Insieme ad altre due varietà più tardive selezionate sempre nel Paese sudamericano in partnership con Ifo, che saranno presentate sempre in Piemonte rispettivamente a inizio ottobre e a fine ottobre/inizio novembre, farà parte di un pacchetto di tre mele Premium extra sweet, identificate da un unico brand, i cui diritti sono stati acquisiti in esclusiva dal Gruppo Rivoira.

“Un tris di mele che coprirà l’intero anno e porterà sugli scaffali un prodotto garantito, maturato in pianta, raccolto al momento giusto, assolutamente buono”, sottolinea Rivoira. “Luiza matura nello stesso periodo della Gala, performa bene sia in zona alta che bassa: le 200 piante “pilota”, tutte ultra cariche, non hanno una mela difettosa. La buccia è molto smart, lucida di natura, la polpa croccante, il sapore dolce. I produttori intervenuti si sono mostrati entusiasti della performance di un frutto che vuole sostituire una fetta importante dei volumi di Gala. Quest’ultima sta soffrendo la concorrenza dei competitor dell’estero e l’offerta eccessiva di volumi anche interni: basti pensare che il Piemonte esprime il 45% del raccolto totale nazionale”.

“Il risultato – aggiunge l’imprenditore – è il ridimensionamento dei prezzi, evidente anche in questa stagione. Luiza e le altre due varietà si collocheranno invece in una fascia alta per tornare a dare valore al lavoro dei produttori, che hanno bisogno assoluto di un cambio di passo e di una maggiore remunerazione, ma anche per garantire una agevole identificazione della tipologia del prodotto sul punto vendita“.   
 
Le prime partite delle tre extra sweet verranno commercializzate il prossimo anno: “Entro il 2024 puntiamo a raggiungere i 200 ettari; siamo aperti a valutare partnership commerciali, nel corso dello sviluppo del progetto, in regione e fuori”, conclude Marco Rivoira. 

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